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Territorio

 

Da visitare...

 

Sulla via Appia, al Km 139, sul lato del mare, sorge un sepolcro di età augustea comunemente noto come " Tomba di Cicerone ". Si vuole che Cicerone, dopo un tentativo di fuga per mare, per sottrarsi alla vendetta di Marco Antonio, sia stato assassinato nella sua villa il Formianum, o sulla lettigia con la quale si faceva trasportare.

 

 

 Il  " Museo archeologico nazionale di Formia " conserva reperti archeologici (I secolo a.C.-II d.C.), risparmiati dalle devastazioni della seconda guerra mondiale o rinvenuti durante scavi nel territorio.

 

Nel  rione Castellone svetta l'ottagonale torre omonima  (sec. XIV), che ingloba parte delle antiche mura del borgo. Percorrendo le caratteristiche stradine si raggiunge la piazzetta ove è situata la graziosa chiesa di S. Anna e il Cisternone Romano del I sec. a.C., un’imponente struttura ipogea scandita in senso longitudinale da file di pilastri che suddividono l’ambiente in 4 navate coperte da volte a pseudo-crociera. Alimentato dalle sorgenti della zona collinare di S. Maria la Noce garantiva il rifornimento idrico dell’antica città. Presenta forti affinità tipologiche con due delle più importanti cisterne del mondo antico, quali la “Piscina Mirabilis” di Miseno e la celebre “Yerbatan Saray” di Istanbul, e può essere considerato un importante tassello nel recupero archeologico delle principali testimonianze dell’ingegneria idraulica romana. Al suo interno  suoni, colori, giochi di luci e di ombre movimentano lo spazio, svelando particolari e nuove prospettive, e da ogni angolo il visitatore è in grado di percepire sensazioni antiche.

 

Un cimitero pagano-cristiano è nascosto nel sottosuolo della Chiesa di Sant' Erasmo. Gli scavi seguono un percorso che consente di osservare le fasi evolutive del tempio del Vescovo Martire, dai resti della cappella, contenente la tomba vuota del Santo, a quelli che delineano la contigua chiesa a navata unica, successivamente dotata di cripta semianulare con succorpo nell'area del presbiterio. 

 

Percorrendo la Via Appia al Km 140 si incontra la Fontana Romana di S. Remigio , un originale abbeveratoio che consentiva il refrigerio ad uomini ed animali in transito tra Roma e Napoli. Il monumento è caratterizzato dalla presenza di due maschere antropomorfe di allegoria acquatica, la più conservata delle quali ancora provvista dell'originale doccia bi bronzo, dalle quali sgorgava l' acqua proveniente da una sorgente in grotta poco più a monte.

 

I criptoportici sono parte di una villa marittima, formati di un complesso iniziale di stanze con volta a tutto sesto, disposte a pettine lungo il corridoio, sostenenti il piano signorile oggi interrato dalla soprastante Villa Comunale di Formia. Le stanze illuminate e arieggiate da feritoie hanno tra loro corrispondenti coppie di finestrelle che permettevano la ventilazione, rendendo questo sito, ideale deposito di anfore vinarie trovate infatti in gran numero nel vicino sottosuolo.

 

 

Il rione Mola è caratterizzato dalla possente Torre cilindrica, residuo, insieme a poche altre strutture, del castello tardo-medievale, quasi completamente distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Caratteristico il portale di accesso, che ripropone il gusto architettonico degli archi trionfali di epoca romana.

 

Alle pendici di monte Altino, vetta appartenete alla catena dei monti aurunci, sorge l' eremo di San Michele  una piccola chiesa costruita intaramente nella roccia. Poco più su è raggiungibile  il monumento al Cristo Redentore che da i suoi  1252 mt s.l.m. domina la città di Formia. Entrambe i siti sono meta ideale per tutti gli amanti del trekking e montain bike.  

 

 

Nella periferia della città di Cicerone, sul mare, il WWF ha creato la cosiddetta Oasi Blu di Gianola. Il fondale è parallelo alla costa; raggiunge circa 4 metri di profondità. La natura del fondo è mista, ma per lo più rocciosa. Vi è una vasca per le tartarughe e una sorgente sottomarina. La fauna è varia, tipica tirrenica. Il mese di settembre è ideale per le immersioni.

 

Tra le perle che ingioiellano il Golfo di Gaeta, il Parco Regionale di Gianola e Monte di Scauri è sicuramente una delle più preziose. Sorto nel 1987 tra i Comuni di Minturno e di Formia, il Parco si adagia su un rilievo collinare di incontaminata bellezza che guarda il mare ai propri piedi diffondere un irresistibile corredo di brezze e ancestrali profumi. Passeggiando per i sentieri frondosi del Parco si avverte una sensazione particolare: alla delicata voce della natura si associa quella della storia attraverso i suoi indizi, fatti di mura e vestigia antiche. Tutto un insieme di testimonianze archeologiche che vale la pena di visitare e che molti, purtroppo, anche della zona, ancora non conoscono come per esempio il Porticciolo Romano.

 

 Molto anticamente il centro di Minturno era una delle città della pentapoli degli Aurunci. La posizione di questo centro, per la sua prossimità alla foce del fiume Garigliano, fu molto interessante per i romani, i quali stavano progettando la costruzione della Via Appia. Particolarmente caratteristici da visitare sono i resti dell' Antica Minturnae ed il Teatro Romano di Minturno.

 

 Un santuario, in genere molto frequentato dai turisti, fu costruito nell'XI secolo in un luogo naturale notevole come quello della Montagna Spaccata. Il percorso, oltre al Santuario della SS. Trinità,  prevede la visita della comunicante e suggestiva Grotta del Turco. Il luogo è collegato sia ad un'antica tradizione religiosa sia a diverse credenze popolari. Fra queste ci sarebbe l'impronta della mano di un marinaio turco su una roccia. Dato il contesto naturale ovviamente non è possibile escludere che nella grotta nei tempi oscuri del medioevo siano approdate navi di pirati saraceni. Infatti intorno all''anno 846- prima che Gaeta fosse fortificata- gli stessi occuparono brevemente la città.

 

Il Mausoleo di Lucio Munazio Planco console romano e fondatore di Lione e Basilea è collocato sulla vetta di Monte Orlando, ove si ammirano il Circeo, le Isole Pontine, il Vesuvio, l'intero Golfo di Gaeta e la catena degli Aurunci. Amante ed estimatore di questa terra, affascinato dalla sua bellezza ma anche allettato dalla posizione strategica e dalle fortificazioni di Gaeta, Lucio Munazio Planco, scegliendo Monte Orlando, volle, ancora una volta, primeggiare e assicurarsi una sicura protezione. A differenza del Mausoleo che è giunto fino ad oggi in buono stato, la sua sontuosa villa è quasi del tutto scomparsa. La costruzione si fa risalire al 22 a.C. ed è di forma perfettamente circolare con copertura a tumulo. All'interno, si trova la tomba monumentale costituita da quattro celle accessibili da un corridoio circolare (ambulacro) e disposte secondo i 4 punti cardinali; tali celle ospitano un antiquarium di reperti di diverse epoche storiche. Nella stanza principale posta appena dopo l'ingresso si può ammirare una copia della statua originale di Lucio Munazio Planco, attualmente a Roma.

 

La Chiesa dell' Annunziata a Gaeta, risale al 1320 e restaurata anche nel XVII secolo. Trattasi di un monumento di stile gotico con navata unica. La facciata mostra, nella parte superiore, l' orologio, mentre il campanile sembra risalire ai primi del Settecento. Lungo il fianco sinistro si apre un portale gotico della prima costruzione.

 

Passando per la piccola cittadina di Itri, in direzione Roma, si può vedere un lungo tratto dell'antico percorso della  Via Appia Romana  portato alla luce recentemente. Dell' antica strada esiste un altro e più importante segmento ad alcuni chilometri dal paese in direzione di Fondi, nelle cosidette " Gole di S. Andrea ". E' un tratto di circa 2 Km sostenuto da un muro in opera poligonale perfettamente visibile, fino al punto in cui si congiunge alla nuova Via Appia e prosegue fino al successivo innesto con il comune di Fondi. In un canale che domina la sottostante vallata, a cavallo tra il percorso romano e moderno dell' Appia si scorgono resti di un edificio in pietra: è un antico fortino impiegato per l'ultima volta dai Borbonici nel tentativo di arginare i Piemontesi impegnati nell'assedio di Gaeta nel 1860-61. 

 

 Ad una decina di chilometri dal centro abitato di Itri, sulla sommità del Monte Fusco a 673 m s.l.m., sorge il Santuario della Madonna della Civita, uno dei più antichi d'Italia; gli fanno corona e sfondo i monti Aurunci ed Ausoni e si può godere di un panorama che va dal Circeo, fino all'isola d'Ischia. Attualmente, il santuario, al cui ingresso è posta la scritta "Terribilis est locus iste" , è meta di quasi mezzo milione di pellegrini l'anno, di cui non meno del 10% sale ancora a piedi.

 

Il museo archeologico di Sperlonga e la Villa di Tiberio . Con la creazione della Via Flacca , nei pressi dell'attuale Sperlonga, nel 186 o 184 a.C., venne aperta ai Romani la possibilità di frequentare nuovi luoghi di vacanza. L'osoite più importante fu l'imperatore Tiberio, della cui suntuosa villa marittima, che si sviluppava in parte sulla costa e in parte sulle alture retrostanti, rimangono imortanti resti. Nella più grande ddelle grotte marine Tiberio realizzò un ninfeo, il cosidetto Antro di Tiberio, servito da un enorme vasca per l'allevamento del pesce, e ornato da grandi gruppi statuari di esperienza allenistica. Alla fine degli anni cinquanta, mentre fervevano i lavori della moderna S.S. Flacca, sepolti sotto una coltre di sabbia, furono rinvenuti migliaia di frammenti marmorei, appartenenti alle statue ornamentali della villa. Per recuperare i frammeni venne creato nel 1963 un museo, dove fu allestito un laboratorio che iniziò la ricostruzione delle statue più danneggiate. 

 

Il tempio di Giove Anxur fu costruito intorno al primo secolo a.C.. Il grande edificio sacro, probabilmente con colonnato in stile corinzio, era destinato al culto di Giove fanciullo. Date le evidenze ritrovate si ritiene che il pavimento fosse in mosaico bianco con alcuni semplici decori in nero. Su una piattaforma ancora esistente era posta una statua dedicata a questo dio all'epoca chiamato "Iuppiter Anxur ". La relativa terrazza era spesso usata dai pellegrini per le loro soste. Sono attigui al tempio l'oracolo ed il c.d. piccolo tempio. Il primo era comunicante con una caverna che gli antichi sacerdoti utilizzavano per i loro riti divinatori e dare risposte ai fedeli.Il piccolo tempio probabilmente non aveva usi strettamente religiosi e comunque fu edificato poco prima del tempio principale. Vi sono stati trovati resti di affreschi. Comunque in epoca medievale vi fu ubicato  un piccolo monastero dedicato a San Michele Arcangelo. I primi scavi nella zona archeologica del tempio di Giove Anxur sono degli anni 1894-1896.

 

Il parco nazionale del Circeo: un promontorio, un'isola, oltre 20 chilometri di dune che si affacciano sul mare, quattro laghi costieri, oltre 3000 ettari di foresta, centinaia di specie animali e vegetali, i centri storici di Sabaudia e San Felice, meraviglie come la Villa di Domiziano e il Borgo di Fogliano. Qui l'uomo vive sin dall'età preistorica e ha saputo mantenere un equilibrio tra la propria presenza e l'ambiente circostante, uno stupefacente mosaico di natura e storia, di ambienti e tradizioni.

 

A sud di priverno, lungo la provinciale marittima 2, sorge uno dei capolavori dell'aechitettura gotico-cistercense in Italia, l' Abbazia di Fossanova,  situata al centro del borgo, che ricorda molto Citeaux, il luogo in cui nacque la regola dei cistercensi, e divenne matrice culturale, religiosa e architettonica nel Lazio meridionale e, più in generale, fu anche  modello per l'architettura gotico-borgognona in Italia. L'abbazia, il cui altare maggiore fu consacrato il 10 giugno 1208 da Innocenzo III, fu costruita in pietra locale alla fine del XII secolo. La grande, rigorosa facciata, ingentilita da un bel rosone, il possente tiburio, la semplice navata centrale scandita dai robusti ed eleganti pilastri da cui sfioccano nervature di pietra, compongono un lavoro di architettura, completato dalla sala capitolare, dal chiostro delimitato da una cornice di colonnine di pietra, e dal refettorio. L' Abbazia è stata oggetto di diversi interventi di restauro che hanno portato alla luce traccie di costruzioni Romane, un antichissimo cimitero di monaci e fabbriche primitive. In una piccola costruzione staccata dalla chiesa, la foresteria, trovò ultimo ricovero San Tommaso d'Aquino, che vi morì il 7 marzo del 1274.

 

A borgo Faiti, a pochi minuti dal centro di Latina si trova il centro esposizioni storiche di Piana delle Orme, una collezione privata ricca di oltre 50.000 pezzi d' epoca, da mezzi agricoli usati nella bonifica del territorio pontino, a mezzi bellici. E ancora armi e giocattoli d'epoca. Dislocati in 14 padiglioni, sono allestiti percorsi tematici, con fedeli ricostruzioni e suggestive ambientazioni scenografiche. Tra i pezzi più importanti segnaliamo il carro armato anfibio Sherman DD, affondato tra il 5 e il 20 luglio del 1944, nelle acque del Golfo di Salerno.


Ninfa è una città medievale di cui restano rovine di edifici pubblici e case, edificata a ridosso delle sorgenti che provengoo dai monti Lepini, presso le quali fu eretto un piccolo tempio romano dedicato alle ninfe delle acque e dei boschi, ed i cui resti sono stati individuati nei fondali del laghetto che si formò quando la famiglia Caetani costruì una diga alla fine del Duecento. Oggi lo specchio d'acqua è completamente svuotato e il sito riprese vita nel 1920, quando Gelasio Caetani riavviò il restauto degli edifici e iniziò ad insediare un giardino. Alla morte degli ultimi proprietari Ninfa è stata donata insieme al Castello di Sermoneta ad una fondazione che porta il nome di Roffredo Caetani, padre di Lelia, alla quale si deve l'attuale assetto del Giardino di Ninfa, oggi meta di migliaia di visitatori.

 

L' Abbazia di Montecassino fu fondata da S. Benedeto intorno all'anno 529 d.c. Distrutta più volte in passato e sempre ricostruita, fu oggetto di un feroce bombardamento durante la seconda guerra mondiale  che portò all'ennesima distruzione del monastero e alla relativa perdita di tanti civili che vi si erano rifugiati sperando di trovare la salvezza.

 

Circondate da una natura florida e incontaminata, le Grotte di Pastena, rappresentano una straordinaria e suggestiva creazione carsica, sia per le notevoli dimensioni degli ambienti che per gli effetti scenografici dovuti alla presenza dell'acqua. Il percorso turistico, di circa 1 km, si articola in un ramo attivo inferiore dove scorre un fiume sotterraneo, ed un ramo fossile superiore. In un susseguirsi di splendide sale dove la natura si è sbizzarrita dando vita a stalattiti, stalagmiti, colonne, drappeggi di calcite, si scopre un fantastico e spettacolarte mondo sotterraneo.

 

 

Consigli di Viaggio

Il Kora Park Resort sorge su una dolce collina a pochi minuti dal centro di Formia.

La città vanta alcune tra le spiagge più belle della costa laziale, la zona di Vindicio, di Acquatraversa ed in particolare l’Oasi Blu di Gianola che si trova all’interno dell’area protetta del Parco Regionale della Riviera di Ulisse.

Un mosaico variegato di terre emerse ed ambienti marini che si snoda lungo la costa del golfo di Gaeta e di Sperlonga, rappresenta la meta ideale per gli amanti di trekking, arrampicata sportiva,  snorkeling, windsur e kitesurf.

 

Sulle pendici dei Monti Aurunci sorgono antiche e pittoresche frazioni: Trivio, Pénitro, Castellonorato e Maranola dalla quale si può raggiungere il Santuario di San Michele Arcangelo  in cima al Monte Redentore.

Nelle locande e locali tipici è possibile andare alla scoperta dei prodotti del territorio, degustare piatti di tradizione marinaresca o contadina come zuppe di pesce, minestre di legumi ed erbe selvatiche, fritture di paranza o alici del golfo appena pescate, le ottime salsicce speziate al coriandolo o piatti a base di carne di capretto.

Dall’Hotel è facilmente raggiungibile l’Abbazia di Montecassino, luogo di preghiera ricco di storia ed importante centro religioso.

Per gli amanti dello shopping, il centro di Formia, in particolare Via Vitruvio, offre un’ampia scelta di negozi, boutique prestigiose, gioiellerie ed accessori.

Per gli appassionati consigliamo le botteghe storiche nei caratteristici vicoli di Gaeta.

Giorno di mercato settimanale: giovedì

Dal Porto di Formia partono i collegamenti con le Isole Pontine.

 

fu fondata da S.Benedetto intorno all'anno 529 d.c. Distrutta più volte in passato e sempre ricostruita, fu oggetto di un feroce bombardamento durante la seconda guerra mondiale che portò all'ennesima distruzione del monastero e alla relativa perdita di tanti civili che vi si erano rifugiati sperando di trovare la salvezza.fu fondata da S.Benedetto intorno all'anno 529 d.c. Distrutta più volte in passato e sempre ricostruita, fu oggetto di un feroce bombardamento durante la seconda guerra mondiale che portò all'ennesima distruzione del monastero e alla relativa perdita di tanti civili che vi si erano rifugiati sperando di trovare la salvezza.

 

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